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Consulenza fiscale gratuita

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  1. Buongiorno,
    Vi espongo la mia situazione.
    Pochi giorni prima dell’attuale emergenza Covid19 ero assunto a tempo indeterminato, stavo per spostarmi in un’altra azienda dello stesso settore per un contratto simile ma che avrebbe avuto una retribuzione migliore, ho quindi presentato volontariamente le mie dimissioni per far si che che il nuovo datore mi potesse assumere! Purtroppo però l’azienda in questione ha avuto un brusco calo lavorativo dovuto a tale emergenza e attualmente non è più in grado di assumermi. La mia domanda è: posso usufruire di disoccupazione naspi o Rdc dal momento in cui ho presentato volontariamente le dimissioni? Ero assunto da agosto 2018. Vi ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.

  2. Salve, sarei intenzionato ad avviare una attività di self publishing, in merito al quale è richiesta l’apertura di una partita iva, in particolare al momento della pubblicazione del primo libro. Vorrei, attraverso la vostra consulenza, comprendere il modo in cui effettuare tale apertura e tutti gli elementi fiscali da prendere in considerazioni in merito alla attività suddetta.
    Vi ringrazio anticipatamente e resto in attesa di un vostro gentile riscontro.

  3. Buonasera,
    con la presente vi pongo un quesito in merito al seguente argomento: affitto di ramo d’azienda e iva.
    Vi presento il caso: colui che affitta il ramo d’azienda è un imprenditore commerciale in regime forfettario.
    L’atto notarile indica l’importo del corrispettivo percepito + iva (22%) da pagare con unica soluzione.
    Quesito: la fattura emessa dall’affittante deve indicare un unico importo: corrispettivo + iva, oppure su questa operazione non deve essere applicata l’iva perché in regime forfettario?
    Vi ringrazio anticipatamente della risposta

    • Buonasera. In merito alla richiesta di consulenza le dico che in caso di imprenditore commerciale in regime forfetario se il fitto d’azienda non riguarda una delle attività escluse dal regime forfetario è possibile emettere fattura con solo imponibile senza IVA e applicare il regime forfetario anche al fitto di ramo d’azienda. Ovviamente la somma dei ricavi da attività commerciale incassati più i fitti di ramo d’azienda incassati nell’anno di interesse non devono superare l’importo di 65000 € altrimenti si esce dal regime forfetario a partire dall’anno successivo a quello in cui si è verificata la mancanza del requisito per accedere al regime forfetario e cioè ricavi incassati per importo inferiore o uguale a 65000 €.

      Buona serata

  4. Buongiorno, ero associato ad una associazione sanitaria integrativa lavoratori telecomunicazioni. Tale associazione a fronte di quota iscrizione annuale, eroga rimborsi per cure mediche dietro presentazione di fatture e altra documentazione.
    Ho ricevuto 1 rimborso per cure dentistiche nel 2016 e un rimborso nel 2018. Tali rimborsi sono stati dichiarati nelle dichiarazioni dei redditi dei due anni e quindi ho usufruito solo della detrazione sulla differenza tra importo fattura e importo rimborso. Per una clausola normativa ho dovuto restituire i suddetti rimborsi ad inizio gennaio 2020. A questo punto chiedo se gli importi da me pagati a fronte di rimborsi ottenuti e poi restituiti possono essere recuperati in sede di dich. redditi o in altro modo.
    Grazie per il parere e buon lavoro!

    • Buonasera. In merito alla sua richiesta di consulenza le dico che siccome la manifestazione finanziaria di “pagamento” si verifica quando lei restituisce gli importi ricevuti a rimborso in precedenza allora può detrarre gli importi – secondo una determinata e ragionevole interpretazione delle istruzioni e informative emanate dall’Agenzia delle entrate – nell’anno di restituzione del pagamento. Però si deve aggiungere che in caso di spese riferite a soggetti sanitari privati tranne che per spese relative a medicinali e dispositivi medici la restituzione degli importi all’assicurazione sanitaria deve avvenire in modo tracciato dal 01/01/2020.

      Buona serata

  5. buongiorno sono dipendente preso una azienda commerciale con meno di 6 dipendenti ,data l’emergenza scaturita dal coronavirus e avendo cessato la prestazione lavorativa in data 09/03/2020 proprio per la chiusura temporanea del locale situato in puglia,città taranto, ho chiesto al consulente di lavoro dell’azienda se fosse stata inoltrata la mia richiesta per usufruire della cassintegrazione(tenendo conto che sono inquadrato a tempo indeterminato dal 08/2017). la sua risposta è stata la seguente: La regione ha stanziato i soldi per la cassaintegrazione in deroga il 21 ,ma ancora non è operativa la procedura e secondo lui dovrebbero attivarla nell’arco di 2/3 giorni, ed allora il titolare della azienda potrà fare la richiesta.dopodichè una volta accettata dovrò fare io stesso la richiesta all’inps. volevo sapere cortesemente da voi se questa prassi è giusta o è una presa per i fondelli per guadagnare tempo in quanto oltretutto avanzo gli stipendi di gennaio febbraio e i primi 10 giorni di marzo.grazie anticipatamente

    • Buonasera. In merito alla sua richiesta di consulenza le dico che in caso di cassa integrazione in deroga le domande si trasmettono alla Regione o provincia autonoma a seconda dei casi da parte dell’azienda stessa. L’azienda indica alla regione o provincia autonoma i lavoratori beneficiari della cassa integrazione in deroga. Dopo la regione o provincia autonoma trasmetterà entro 48 ore i dati dei beneficiari all’Inps e l’Inps liquiderà le indennità sui conti correnti dei beneficiari direttamente. Non occorre che la domanda venga presentata dai lavoratori.

      Buona serata

  6. Buongiorno,ho contratto indeterminato dal 07.01.20 artigiano metalmeccanico.Sono a casa per corona virus non pagata.Mi hanno detto che non possiamo usufruire di cassa integrazione perché l’azienda risulta da pochi mesi, l’anno scorso ha cambiato settore e non abbiamo diritto, dovevamo avere 36 mesi di esistenza come azienda. Vorrei sapere se e così e c’è qualche legge che tutela operai come me?

    • Buonasera. In merito alla sua richiesta di consulenza le dico che nella situazione attuale di emergenza COVID-19 alla cassa integrazione ordinaria possono avere accesso solo le aziende che contribuiscono al fondo di integrazione salariale FIS con più di 5 dipendenti; per il resto delle aziende e cioè quelle con numero uguale o inferiore a 5 dipendenti o non iscritte al Fondo di integrazione salariale FIS possono richiedere l’intervento della cassa di integrazione in deroga. Entrambi gli interventi di cassa integrazione ordinaria e quello della cassa di integrazione in deroga possono durare al massimo 9 settimane se relativi alla situazione di emergenza COVID-19.

      Buona serata

  7. Buongiorno, sono un maestro di tennis con partita IVA regime dei minimi. Vorrei sapere cosa devo fare se fornissi delle video lezioni online. Che tipo di fatture devo fare per clienti UE o EXTRA-UE. Ho letto che dovrei emetterle solo in caso di richiesta del cliente…..e se non emetto fattura come registro l’incasso???
    In attesa porgo cordiali saluti.
    Andrea

    • Buongiorno. In merito alla sua richiesta di consulenza le dico che lei essendo già titolare di partita IVA dovrebbe avere già attivato il codice ateco 85.51.00 codice che fa riferimento all’attività di “corsi sportivi e ricreativi” anche per fornire video lezioni on line. Se è già attivo tale codice attività va bene cosi e mi sembra di aver capito che si trova nel regime dei superminimi; se lo attiva ora può solo optare per il regime forfetario poiché non si può più aderire al regime dei superminimi. La fattura dovrà essere costruita secondo il modello opportuno per il regime dei superminimi o forfetario a seconda del regime fiscale agevolato nel quale si trova. In ogni caso non ha obbligo di fattura elettronica. Lei svolge un attività professionale e per questo motivo ad ogni incasso ha l’obbligo di emettere fattura e può emettere solo fattura. Lei deve emettere la fattura anche a clienti che si trovano in paesi dell’Unione europea diversi dall’Italia o in paesi che non fanno parte dell’Unione europea. Quindi gli incassi lei li può certificare solo con emissione di fattura. Pertanto è opportuno che si faccia inviare il codice fiscale da parte di ogni cliente. Qualora dovesse incorrere nella situazione che non può più rintracciare il cliente lei può comunque denunciare il corrispettivo all’Agenzia delle entrate in dichiarazione dei redditi e di conseguenza pagare l’imposta sostitutiva di interesse. Inoltre deve consegnare la fattura la cliente o inviarla tramite e-mail inviata da un suo indirizzo di posta elettronica certificata inserendo nel corpo del messaggio un particolare riferimento normativo allo scopo di ottemperare all’onere di consegnare o far recapitare la fattura al cliente. Naturalmente deve conservare documentazione a supporto dell’incasso e elementi a supporto della impossibilità di rintracciare il cliente.

      Buona giornata

  8. Buongiorno,
    vorrei chiederle qualche informazione. Il 19 marzo 2020 la mia Naspi è terminata, avevo dei colloqui in corso per trovare un nuovo lavoro, ma con l’arrivo del coronavirus è andato tutto in fumo.
    Convivo col mio compagno, dipendente a tempo indeterminato, e abbiamo una bimba di 3 anni che fino ad ora ho avuto in carico io al 100%.
    Il nostro isee a gennaio 2020 era di poco piu di 11000 €.
    Vorrei sapere innanzitutto se essendo io ora inoccupata la bambina la devo per forza mettere in carico al mio compagno.
    E poi cosa posso fare ora. Posso richiedere il reddito di cittadinanza facendo prima l’isee corrente? Ma l’isee corrente posso farlo subito o devo attendere dei mesi? Perchè io dal 20 marzo non percepisco più reddito, ma fino al 19 marzo percepivo la naspi, e so che il calcolo dell’isee corrente viene calcolato in base al reddito dei 12 mesi prima.
    Il mio problema è che ora non percepisco nulla e causa coronavirus non troverò lavoro a breve, e se non posso richiedere subito qualcosa lo stipendio del mio compagno non ci basta per affitto, bollette, spesa, ecc.
    Inoltre io ho anche intestate tutte le bollette e il contratto d’affitto, è tutto a nome soltanto mio. Devo girare tutto a nome del mio compagno?
    La ringrazio molto anticipatamente.

    • Buonasera. In merito alla sua richiesta di consulenza le dico che lei non avendo più un reddito non è possibile che la bambina stia a suo carico poi poiché il carico determina detrazioni che si sottraggono alle imposte da pagare conviene che la bambina stia a carico del suo convivente. Essendosi conclusa la NASPI per avere il reddito di cittadinanza più alto conviene presentare prima ISEE ordinario 2020 poi ISEE corrente 2020. L’ISEE corrente 2020 può essere presentato anche con indicazione della situazione negli ultimi due mesi. Converrebbe dunque aspettare due mesi e poi inserire reddito zero per lei per far rilevare la fine del trattamento relativo alla NASPI. Mi rendo conto che attendere in questo periodo 2 mesi con la emergenza COVID-19 è molto. Se lo presenta adesso rileveranno i 12 mesi antecedenti e dunque sarà considerato nel calcolo il reddito da NASPI. Volturare le bollette e il contratto di locazione sarebbe opportuno per i seguenti motivi : 1) in caso di mancato pagamento i creditori chiederanno a lei gli importi; 2) in caso di accertamento dell’Agenzia delle entrate per redditometro possono rilevare che lei ha delle spese che onora senza un corrispondente reddito determinando il sospetto che lei percepisca redditi sommersi; 3) se intesta il contratto di locazione al suo convivente e lui ha residenza eletta presso l’immobile fittato può percepire una detrazione (che diventa credito di imposta in caso di incapienza di imposte da pagare) a seconda del tipo di contratto di locazione attivato.

      Buona serata

  9. Buongiorno sono un commerciante ambulante con partita iva e lavoro anche come dipendente a chiamata contratto determinato nella ristorazione posso chiedere il sostegno al reddito o ( bonus di 600€ cura Italia?) La ringrazio e le porgo cordiali saluti.

    • Buonasera sono il dott. Gatti Domenico. Nel suo caso lei avendo un contratto di lavoro a chiamata dovrebbe essere iscritto alla gestione separata Inps. In tal caso come titolare anche di posizione contributiva nella gestione commercianti ha diritto all’indennità di 600 € relativa al mese di marzo per l’emergenza coronavirus. Per richiedere l’indennità si deve presentare domanda all’Inps on line appena sarà predisposta l’area per inviare la domanda on line direttamente dalla sua area Inps oppure tramite soggetto intermediario e cioè CAF o professionista delegato.

      Buona serata

  10. Buongiorno. Vorrei aprire un’attività di Coworking in un ufficio di proprietà di mia mamma. Le fatture ai coworker le emetterei io con la mia p.iva. E’ possibile? posso emettere fattura per un servizio fornito in un immobile che non è mio e per il quale non sono neanche affittuaria?
    Grazie

    • Buongiorno sono Gatti Domenico. In merito alla sua richiesta di consulenza le dico quanto segue. Fittare una parte di immobile in coworking significa fittare una porzione di un locale per determinate ore e giorni della settimana nelle quali si può usufruire di arredi, mobilio e attrezzature d’ufficio (ad esempio stampanti, scanner, computer) e dei servizi relativi alle utenze (energia elettrica, telefono, internet e acqua) oltre alla disponibilità di una parte del locale. Quindi si tratta di erogazione di vari servizi. Per svolgere tale attività occorre aprire partita IVA, posizione Inps alla cassa commercianti e impresa individuale alla camera di commercio. L’immobile deve essere comunicato come unità locale presso la camera di commercio e per fare questo occorre un titolo di legittimazione per la detenzione dello stesso immobile; quindi nel caso suo, trattandosi di un immobile di proprietà di sua madre, è sufficiente un comodato d’uso gratuito oppure, se intende pagarle un canone di locazione, allora si deve stipulare un contratto di locazione. Comodato d’uso gratuito o contratto di locazione, a seconda dei casi, devono essere registrati all’Agenzia delle entrate.

      Saluti

      dott. Gatti Domenico

    • Buongiorno sono la moderatrice della pagina. Per rispondere sono necessarie maggiori informazioni, come l’età, residenza, e se già lavora. Se vuole contattare in privato commercialista online può farlo dal form preventivo presente sulla pagina iniziale indicando i dati richiesti.
      Cordiali saluti

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Vista la gratuità del servizio, i tempi di risposta del primo form saranno comunque più veloci del secondo.  Inoltre con i servizi di consulenza a pagamento standard25, standard35, Gold e Silver i tempi si dimezzano ulteriormente.

 

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Inoltre essendo un servizio gratuito tutte le risposte saranno pubblicate e visibili agli altri utenti.

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  • pubblicazione delle domande e risposte sul sito
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 lo scopo è promuovere il sito, farlo conoscere a più persone per l’ottimizzazione nei motori di ricerca, questo è il motivo della scelta di utilizzare il primo form perché quest’ultimo permette un miglioramento della posizione nelle ricerche anche con le keyword.

Due nuovi servizi di consulenza fiscale gratuita: per attività da avviare e quelle già avviate

Da oggi la consulenza fiscale si suddivide in altre due nuove categorie: 

  1. CONSULENZA FISCALE GRATUITA PER ATTIVITÀ DA AVVIARE
  2. CONSULENZA FISCALE GRATUITA PER ATTIVITÀ GIÀ AVVIATE 

 

 

 

 


 

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109 messaggi.
Francesca Francesca da Verona pubblicato il 27 Marzo, 2020 alle 11:26 pm:
Affitto ramo d'azienda in regime forfettario
GUARESCHI ETTORE GUARESCHI ETTORE da LECCE pubblicato il 14 Marzo, 2020 alle 11:18 am:
Gent.mi. La mia richiesta è relativa al lavoro AUTONOMO OCCASIONALE senza partita IVA (con un reddito annuo di circa 4000 € ). Premesso che per il lavoro OCCASIONALE DIPENDENTE nel sito AG.Entrate è previsto di non poter superare 2500 € per committente, Vi chiedo se lo stesso obbligo ci sia anche per il predetto lavoro AUTONOMO OCCASIONALE. Di tale eventuale obbligo non trovo alcun riscontro al riguardo. Cordiali saluti P.I. Ettore Guareschi via Archita da Taranto 63 Lecce.
LINDA LINDA da LENTI pubblicato il 11 Marzo, 2020 alle 5:08 pm:
Buongiorno ho diritto alla Naspi vorrei sapere se iniziando un tirocinio è possibile continuare a prenderla; in particolare con attivazione di un tirocinio Garanzia giovani nella regione Marche è riconosciuta un indennità di partecipazione in questo caso la naspi si blocca o la continuo a prendere ? grazie